La mostra in corso
Metafisiche. Ferrara e New York.
Giorgio Cattani e Gabriele Croppi

a cura di Maria Livia Brunelli, Massimo Marchetti e Chiara Zocchi
29 maggio 2010/18 settembre 2010


Certe mostre nascono da una magia che lega l'arte alla vita. Quella che inaugura sabato 29 maggio alle 18 alla MLB home gallery di Corso Ercole I d'Este 3 fa parte di queste. Perchè a esporre nella casa-galleria di Maria Livia Brunelli questa volta sono due artisti accomunati da affinità molto forti ed evidenti. Che però, come racconta la curatrice e gallerista, vivono in città diverse, sono di età e formazione diversa, e usano tecniche diverse. Non si conoscevano prima di questa mostra, ma appena hanno visto le rispettive opere hanno capito di parlare lo stesso linguaggio. Così è nata questa mostra di grande suggestione, dove sono esposti dipinti che sembrano fotografie e fotografie che sembrano dipinti.
Giorgio Cattani, esponente di spicco della Transavanguardia fredda, ha ritratto Ferrara in evocative opere nebbiose “alla Antonioni”. Accanto a questi scenari silenziosi emerge la New York hopperiana in bianco e nero fotografata da Croppi, giovane e raffinato fotografo milanese, in cui la visione istantanea assume un’imprevista lentezza pittorica.
Due città distanti, ma rese vicine dalla stessa diversità di uno sguardo. Giorgio Cattani parte da vere cartoline turistiche della città di Ferrara che decolora per cancellarne la patinatura dell’attualità, che l'artista sente "bugiarda" nel suo luccichìo estetico. Ogni cartolina viene poi ingrandita e stampata su carta invecchiata, intelata e contaminata da interventi pittorici.
Piazze vuote, squarci silenziosi, architetture stranianti che ritornano nelle fotografie di Gabriele Croppi, in cui la luce “anarchica” della metropoli, che rimbalza da tutte le parti, crea contrasti stridenti e un'atmosfera di sospensione, evidenziando l’aspetto metafisico di una città che nel nostro immaginario è tutto fuorchè metafisica. Una ricerca quindi di intimismo attraverso le quinte teatrali di due città agli antipodi, metafore però della comune ricerca di una identità umana densa di significato.
"Entrambi gli artisti hanno realizzato opere pensate apposta per lo spazio espositivo, che vengono presentate al pubblico per la prima volta - spiega Maria Livia Brunelli, curatrice della mostra insieme a Massimo Marchetti e Chiara Zocchi-. Giorgio Cattani è un artista ferrarese noto a livello nazionale e internazionale, che ha esposto anche al Centre George Pompidou, alla Biennale di Sao Paulo, a Documenta a Kassel. Indimenticabile è stato il suo intervento, su invito di Achille Bonito Oliva, alla Biennale di Venezia nel 1993. Gabriele Croppi è invece un artista nato nel 1974 che vive a Milano. La sua ricerca è incentrata sul rapporto fra fotografia e altre arti, dalla pittura alla letteratura al cinema. Non è un caso poi che l'inaugurazione di questa mostra su un tema tipicamente ferrarese come quello della Metafisica coincida con un evento di grande richiamo turistico per la città, il Palio". La mostra è visitabile su appuntamento tutti i giorni dalle 16 alle 20 (telefonando al 346 7953757) fino al 18 settembre.


Giorgio Cattani (Ferrara, 1949) vive tra Ferrara e Milano. Ha all''attivo numerose esposizioni in manifestazioni internazionali: dal Centre George Pompidou di Parigi alla Biennale di Sao Paulo in Brasile, dal video premiato al Festival del Cinema di Locarno, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna. E' presente a Documenta Otto a Kassel nel 1986 e alla Bleeker Gallery di New York, dove inizia il percorso di lavoro insieme ad Achille Bonito Oliva. Di grande impatto e' la sua proposta alla 45esima Biennale di Venezia nel 1993.

Gabriele Croppi (Domodossola, 1974) vive a Milano. Si dedica per anni al reportage, lavorando nei Balcani, in Amazzonia, ed in altre realtà dell’area latino-americana. Parallelamente sviluppa una ricerca incentrata sul rapporto fra fotografia ed altre arti: dalla pittura (“Guernica 2000”, 1999; “Omaggio a Sironi”; 2007), alla letteratura (le ricerche ispirate alla poesia di Borges e Pessoa, 1998-2004), sino al cinema (“Visioni”, 2006-2007). Nel 2005 firma il suo primo lungometraggio dedicato all’artista Fausto Pagliano. Fra i suoi lavori più recenti, la serie "New York, Metafisica di un paesaggio urbano" (2009); "Horror vacui" (2008) e una ricerca sul tema della "post-memoria"(2008).

Per vedere le immagini della mostra, vai al link Artisti




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